SAN MARCO

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COLORI SOCIALI


San Marco è una delle contrade rurali di Aquino. E’ una terra ricca di storia, costituita da gente laboriosa e fortemente attaccata alla proprie radici e alle loro tradizioni. E’ un territorio molto vasto, dove le grandi distese di coltivazioni di orzo, granturco e grano le fanno da cornice.

Le Radici del Nome: Tra Fede, Sogni e Antichi Confini

La Contrada San Marco si estende fino ai confini con Piedimonte San Germano (zona Ruscito) e Filetti Inferiore, abbracciando località storiche come Termini e via Selvotta. Il centro nevralgico però, risiede al suo interno, ovvero in via valcatore detta anche zona dei Capraro, in via ponte fasano dove spicca la numerosissima famiglia dei Turchetta, e dalla lunghissima via Castelluccio, che si inoltra per buona parte del territorio e dove sono nate amicizie che resistono da generazioni, tra cui spiccano: l’antica famiglia Di Nallo (Divisa al tempo in 3 casate: I Mangiagalline, i galeotti e saettoni), Panacci, Cancanelli, Di vetta, D’Aguanno e Di Nardi.
Ed infine, la contrada San Marco dove risiede l’omonima chiesa e la zona industriale della Weber.

La contrada deve il suo nome a un’antica chiesetta dedicata a San Marco, tanto suggestiva suggestiva quanto antica. La nascita di questo luogo sacro è legata a una bellissima storia degli anni Venti: una donna del posto, Maria Teresa Caccia (affettuosamente chiamata “zia Teresa”), guarì da una grave malattia dopo che San Rocco le apparve in sogno rassicurandola. Ristabilitasi, fece erigere la cappella.

Nel 1957, a seguito di una sentita missione religiosa, la popolazione fece un voto: costruire una nuova chiesetta per il rione. Grazie alle donazioni della comunità e del signor Ugo Di Monaco, la struttura fu inaugurata nel 1959, diventando il simbolo dell’unione dei contradaioli.

Dai primi anni 2000, questa piccola cappella non fu più agibile, sino al 2014, anno in cui le famiglie del territorio decisero di iniziare un’opera di restaurazione. Oggi è il ritrovo principale dei suoi contradaioli e al quale ovviamente sono molti affezionati, perchè culla di tanti ricordi felici e da sempre il luogo principale dove gli atleti di San Marco si riuniscono per svolgere gli allenamenti.

E’ anche il luogo dove avvenne la prima storica riunione da cui prese forma la prima compagine bianco blu.

I misteri di Valcatore e Castelluccio

Il territorio ingloba Valcatore, la contrada più piccola e fertile di Aquino, il cui nome significa “valicare” (il passaggio dalla bassura del lago alla pianura). Include come già citato, via Castelluccio, una zona avvolta nel mistero: pur non essendoci castelli, il nome evoca un antico villaggio tra le rocce di travertino, le cui grotte divennero un rifugio vitale per molte famiglie aquinati durante i bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale.

Sempre in zona castelluccio, è presente un’enorme vallata chiamata in gergo “L cost” (Le coste) oltre alle “Pantanell” (I pantani), la cui conformazione e la presenza di abbondante acqua, fa pensare che in antichità ci fosse un vasto e rigoglioso lago.

San Marco è una terra storicamente legata alle sue risorse naturali. Fino a qualche tempo fa, nella zona delle Ravicelle (dal termine preindoeuropeo rava, pietra), scorreva la celebre “Acqua Sulfa”. Questa antica sorgente di acqua sulfurea, immersa nei rigogliosi Pantani di Aquino, era un luogo magico ed estremamente popolare tra le comitive di giovani, che si riunivano lì in estate per fare spensierate scampagnate e merende all’aperto, prima che le bonifiche ne cambiassero la conformazione.

L’Identità Visiva: I Colori e lo Stemma

I simboli della Contrada San Marco uniscono la sacralità delle sue origini alla forza indomabile del suo popolo.

I Colori: Bianco e Blu. Il Bianco rappresenta la purezza, la fede legata ai miracoli e ai voti religiosi che hanno edificato le nostre chiese, ma richiama anche il candore splendente del travertino, la pietra tipica che caratterizzava la zona di Castelluccio. Il bianco simboleggia anche il legame che unisce i propri contradaioli, quel senso di appartenenza viscerale che ogni leone nutre per il proprio branco.

Il Blu simboleggia l’acqua profonda e vitale della sorgente dell’Acqua Sulfa e dei canali che attraversano la pianura, oltre all’immensità del cielo sopra i nostri campi fertili.

Lo Stemma: Il Leone. Sul nostro stemma campeggia fiero e maestoso un Leone. Questo disegno ha un duplice valore: da un lato è il simbolo millenario associato tradizionalmente all’evangelista San Marco, patrono che dà il nome alla contrada. Dall’altro, il leone incarna perfettamente il carattere degli abitanti del rione: coraggio, fierezza, regalità e una forza d’animo incrollabile. Quando San Marco scende nell’arena del Palio, lo fa con la grinta e la determinazione del re della foresta.

Il ruggito di San Marco ha risuonato più volte nelle varie edizioni del palio, scrivendo pagine indelebili nella storia della manifestazione, segno di un forte spirito di competizione. La nostra bacheca vanta vittorie straordinarie che testimoniano la potenza, l’organizzazione e la fame di successo dei nostri contradaioli.

I Successi nel Palio Maggiore: La nostra contrada si è imposta con autorità assoluta nelle edizioni del 2017 e del 2018, conquistando l’ambito drappo grazie a prestazioni leggendarie nei giochi di forza e di agilità. Come non ricordare la prima storica vittoria, dominata assieme alla rivale storica Le crucela, totalizzando a pari merito un record di 72 punti sugli 80 disponibili. Fu soltanto la classifica avulsa a decretare la vittoria per i nostri colori.

Queste vittorie hanno dimostrato la straordinaria preparazione atletica e la determinazione dei nostri campioni in Piazza San Tommaso.

Il Futuro è Bianco-Blu: Oltre ai trionfi dei grandi, la Contrada San Marco brilla per l’entusiasmo dei suoi piccoli atleti, capaci di portare sempre ottimi risultati nel Mini-Palio. Sono ancora alla ricerca della prima storica vittoria, ma le nuove generazioni di atleti promettono davvero bene.

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